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Solo
qualche acciacchetto, qualche piccolo vuoto di memoria e qualche lieve
difficoltà nel ricordare i nomi. Per questo, l'organizzazione, con
amorevole e perspicace premura,
ha provveduto a scriverlo bello grande e a stampatello su un cartoncino
da fissare al bavero della giacca, per aiutare la memoria a collegarlo
all'immagine giovanile di riferimento. Mica facile altrimenti.Sono
passati giusto cinquant'anni da quando tutto ebbe inizio. Da quando
abbiamo attraversato quel grande cancello che inutilmente ho cercato di
fronte alla facciata del Castello. Per fortuna un ragazzino mi ha detto: Guardi che è di fianco. Allora sì, che l'ho riconosciuto. Comunque sono passati cinquant'anni e ancora io non ho capito perché il cortile si doveva attraversare sempre di corsa. Mica facile altrimenti.
Cinquant'anni
e ancora mi chiedo perché per andare in "Libera Uscita" era così
difficile uscire dal portone principale, tanto che era preferibile non
rischiare di essere rimandati indietro, senza appello, e scavalcare il
muro di cinta alto ben quattro metri. Cinquant'anni ed ho scoperto
solo ora che nel castello esisteva la Cappella Reale con quella preziosa
pala d'altare a cui, in caso di bisogno, avremmo potuto rivolgerci
quando non sapevamo a che santo
votarci. Cinquant'anni
e ormai tutte le carriere si sono concluse, tutte le ansie si sono
sopite, tutti i traguardi sono stati superati. Ed a pensarci, non ci
siamo risparmiati mai. Abbiamo donato generosamente tutta la nostra
dedizione all'Arma, ventiquattr'ore su ventiquattro. Ma non
dimentichiamo che abbiamo potuto farlo grazie alle donne che ci sono
state a fianco; alle
nostre "eroiche donne" che hanno provveduto a risolvere tutti i
problemi inerenti la gestione delle nostre famiglie, decidendo spesso in
situazioni d i
angosciosa solitudine. Adesso che anche esse hanno voluto partecipare a
questo importante appuntamento, è il momento di rilassarsi e
condividere la gioia di questo incontro con persone che chissà quante
volte hanno sentito nominare, senza conoscerne il volto. Ed eccole qua,
venute dai luoghi più disparati d'Italia per incontrare quei
colleghi con i quali hanno condiviso pesanti disagi, ma anche la
gioia di una amicizia vera, sincera e più che fraterna. L'ufficialità
del Raduno è iniziata con la cerimonia dell'Alza Bandiera e con la
deposizione di una corona d'alloro. Momenti vissuti con la dovuta
compostezza e con la massima serietà. Ma
dopo, quando è arrivato il momento di fare la foto ricordo, è venuto
fuori tutto lo spirito umoristico che ha caratterizzato il periodo del
corso. Insomma questa benedetta foto non si riusciva a fare; troppo alti
erano quelli della prima fila! Qualcuno allora ha suggerito di farli
inginocchiare, subito incalzato da un altro che ha detto: bene,
facciamoli inginocchiare, ma poi come facciamo a farli rialzare? Alla
fine la foto si è fatta con risultati molto buoni. Comunque
fatta la foto si è potuti andare ad assistere alla Santa Messa
officiata da Don Marco, Cappellano Militare della Scuola Allievi, il
quale durante l'Omelia ha evidenziato che coloro che sono usciti dalla
Scuola di questo Castello, hanno saputo trasmettere valori.
Successivamente nella Sala della Regina ha preso la parola l’allora
“Capitano” (oggi Generale) Tuccari ricordando episodi accaduti durante
il corso nel 1964; Al termine del suo intervento la parola è stata presa
dall’allora “Tenente” (oggi Generale) Mastropietro quale, anche
lui, ha evidenziato alcuni episodi accaduti cinquanta anni fa. L’allora
Tenente Medico (oggi stimato professionista) Piovano oltre a
ringraziare per l’invito, come avevano fatto i suoi predecessori ha
sottolineato l’importanza di questo incontro. Il Tenente
Piazza ha portato il saluto del Comandante del Reggimento. L’allora
ACAS Dino Martelli, organizzatore anche di questo raduno, ha ringraziato
i numerosi partecipanti, il Comando del Reggimento ed in particolare il
Luogotente Bruccoleri per la fattiva e professionale collaborazione, ed
ha puntualizzato l’importanza di questo Raduno, che vuole significare
non solo ricordi di gioventù ma la continua amicizia
che ci lega, tutti noi, da cinquanta anni. Terminati i discorsi è stato
consumato il pranzo nella Sala Mensa e dopo... purtroppo, ognuno ha
preso la strada del ritorno: un ritorno amaro. Improvvisamente era
sparito lo spirito di allegra convivialità che aveva riempito la
mattinata. E, non sono serviti gli abbracci con le promesse di restare
in contatto per risollevare il morale precipitato. Ma su, animo
giovanotti! Sono passati cinquant'anni e non ci siamo persi. Tra due
anni ricorrerà l'anniversario della conclusione del Corso 1964-1966 e
noi, certamente, ci rivedremo! Vi saluto e Vi ringrazio per essere venuti. Dino Martelli www.1964-1966.me
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